Gli Organelli sono micro-unità didattiche ispirate alla logica datapoietica di pneumOS: piccole forme di vita artificiale che traducono i dati dell’aria in comportamenti sensibili e vivono tra i banchi di scuole e centri educativi, permettendo agli studenti di osservare, manipolare e reinterpretare i fenomeni ambientali. Per il momento abbiamo sviluppato due idee di Organello, entrambi pensati per un uso scolastico transdisciplinare: dalla tecnologia alla musica, dalle scienze alla creatività.
Premessa #1: Perchè percorsi su tecnologia e stem
La tecnologia non è neutrale né inevitabile: è un ambiente che abitiamo. Questo lo diciamo prestando grande attenzione ad evitare gli slanci tecnocentrici (la tecnologia come risposta a tutto) e tecnodeterministi (la tecnologia come destino inevitabile). Il focus della proposta non è partecipare all’orgia dell’insegnare più tecnologia, ma mettere gli studenti in condizione di capire, interpretare e trasformare gli spazi tecnologici e digitali in cui vivono, perché oggi la tecnologia è prima di tutto luogo, non solo strumento. Lo vediamo quotidianamente. In questo quadro, la STEM non è un percorso di addestramento tecnico, ma un percorso di agency come individui e cittadini: formare persone capaci di intervenire criticamente negli ambienti tecnologici, invece di subirli o abitarli passivamente.
Non lasciamo l’immaginazione tecnologica in mano ad altri: aiutiamoci a costruirci la nostra.
premessa #2: Kit tecnodiversi
Spiegato il perché, passiamo al come. Da anni sviluppiamo strumenti digitali e percorsi didattici improntati sulla tecnodiversità, l’idea che le tecnologie non debbano imitare modelli unici, ma possano invece ispirarsi a forme di vita molteplici, porose, non lineari. Vogliamo una robotica educativa anche non antropocentrica e non militarizzata, che rinuncia a cingoli, ruote, occhi, telecamere e simulazioni di controllo dell’ambiente.
Quindi proponiamo dispositivi che vibrano, respirano, pulsano, reagiscono a dati ambientali reali, stimolino immaginari di sensazione e cura piuttosto che di comando. Inoltre, in linea con il nostro approccio open-source, si costruiscono con materiali semplici, aperti e modificabili. Un approccio per avvicinare gli studenti a un rapporto più complesso e meno estrattivo con tecnologia e creatività digitale.
A. Polmone scolastico
Il Polmone Scolastico è un organello che rende visibile e udibile il respiro dell’aria a partire dai dati ambientali. È profondamente ispirato al polmone principale di pneumOS, ma progettato per essere do-it-yourself, trasportabile e adatto alle scuole.


Un kit aperto, pronto all’uso o autocostruibile
Le scuole possono ottenere il kit completo oppure autocostruirlo: mettiamo infatti a disposizione tutti i file necessari in open source. Il Polmone Scolastico si basa su:
- un attuatore lineare stampabile in 3D, pensato per essere prodotto anche con le macchine tipiche di un semplice fablab scolastico;
- componenti facilmente reperibili nel mondo maker (motori DC, breadboard e breakouts, jumpers);
- schede elettroniche programmabili da non-tecnici, come Arduino, ESP32 e affini;
- una sacca polmonare realizzata con colata di silicone, modellabile e personalizzabile.
Questo approccio permette alle classi di entrare nel vivo della fabbricazione digitale, dalla modellazione 3D fino alla programmazione di hardware.
Come funziona:
Come per l’opera madre, una piccola sacca polmonare si gonfia e sgonfia secondo il ritmo dei dati dell’aria e seguendo gli standard EAQI. Il movimento può essere lineare o ritmico, a seconda del livello di qualità dell’aria; inoltre gli studenti possono definire modalità di grammatiche (quindi di comportamenti della sacca) programmando la scheda elettronica.
Allo stesso modo, il Polmone Scolatico può produrre suono, in questo caso in due modalità:
- piezo, una semplice componente sonora ideale per una versione essenziale e semplice da programmare;
- mini-casse per una resa sonora più ricca e musicale;

Cosa si può fare in classe
Il Polmone Scolastico è un punto di partenza per attività su:
- qualità dell’aria e salute
- interpretazione di dati scientifici
- arte sonora, musica elettronica, sound design
- fabbricazione digitale e progettazione di attuatori
- educazione ambientale
In sintesi con il Polmone SColastico ogni scuola, associazione, centro educativo può sviluppare la propria “versione scolastica” dell’opera: un mini-pneumOS locale che misura l’aria del territorio ed entra in dialogo con l’opera principale. Inoltre il singolo polmone può essere interfaccia per attività didattiche o artistiche legate all’elaborazione di proprie Grammatiche open-source dell’aria: consulta l’idea progettuale per capire di cosa si tratta.
B. Ritmo
Se il Polmone scolastico è un kit ideale per studenti delle scuole secondarie, con Ritmo vogliamo progettare un kit pensato per i più piccoli. Ritmo nasce come organello pensato per avvicinare bambini e ragazzi al mondo dei dati ambientali e al loro significato reale attraverso ritmo e corpo.

Ritmo è un organello che traduce i dati ambientali in battiti, intervalli e pattern ritmici.
Non respira: pulsa. Ogni variazione dell’EAQI (o di un’altra serie temporale scelta) viene trasformata in colpi più lenti o più veloci, regolari o irregolari, che i bambini possono ascoltare, osservare e imitare con il corpo. Il risultato è un’interfaccia sensibile che rende la qualità dell’aria qualcosa che si sente, non solo qualcosa che si impara. Questo approccio è adatto soprattutto ai più giovani e mescola ritmicità, gioco, scoperta, creatività e consapevolezza ambientale.
Un’interfaccia semplificata per i più piccoli
Ritmo è progettato per essere programmato tramite una interfaccia ludico-didattica semplificata, in cui i giovani studenti possono:
- scegliere la città o la centralina da cui leggere i dati;
- simulare condizioni di aria pulita o inquinata;
- modificare la velocità del battito;
- creare semplici pattern ritmici;
- osservare come “cambia il ritmo” quando cambiano i dati.
La logica di programmazione è immediata: si impara giocando, senza necessità di conoscere linguaggi complessi. Come per il Polmone, anche il design e i software di Ritmo vogliono essere open-source, questa volta non tanto per coinvolgere gli studenti in attività di modifica, ma per permettere ad educatori o altri soggetti di poter elaborare versioni proprie di Ritmo.
Hardware: essenziale, comprensibile, didattico
L’hardware di Ritmo è stato progettato per essere chiaro e accessibile:
- una scheda semplificata (Arduino-like) per introdurre la programmazione in modo morbido;
- un coin-motor (motorino vibratore) che permette di sentire il ritmo anche al tatto;
- un LED che lampeggia secondo i dati, fornendo una rappresentazione visiva;
- possibilità di aggiungere un piezo per produrre un suono minimo.

Cosa si può fare in classe
Ritmo è pensato come strumento per attività su:
- Educazione STEM: collegare dati e comportamenti fisici di un oggetto.
- Educazione musicale: scoprire il ritmo, la pulsazione, la regolarità e l’irregolarità.
- Sensibilità ambientale: comprendere che la qualità dell’aria non è astratta ma varia nel tempo.
- Cooperazione e gioco: più organelli possono essere programmati insieme, ognuno con un ruolo diverso.
Un esempio: in un gruppo, ogni organello può rappresentare una “particella” (PM10, PM2.5, NO2…). Quando una va “fuori ritmo” rispetto alle altre, i bambini osservano che “qualcosa non va” nella qualità dell’aria.
Ritmo può collegarsi alle API delle centraline per lavorare con dati reali, oppure funzionare in modalità simulata, utile quando si vuole esplorare scenari specifici (aria pulita, aria pessima, livelli intermedi).
Come partecipare
Il Polmone scolastico e Ritmo sono organelli in fase di sviluppo e stiamo lavorando in modo iterativo su design e usabilità dei kit (filiere produttive, facilità d’uso in classe), qualità pedagogica (integrazione nei tempi scuola, elaborazione primi prototitipi di percorsi didattici e coerenza con competenze chiave, transdisciplinarità, inclusione) e solidità scientifica (affidabilità dei dati ambientali, correttezza dei modelli).
In questa fase quindi stiamo cercando principalmente due tipologie di interlocutori.
#1 Partner istituzionali che vogliano accompagnare lo sviluppo degli Organelli, sostenendo la progettazione e l’implementazione dei kit nelle scuole. Comuni, uffici educativi, assessorati all’ambiente, fondazioni, università o enti di ricerca possono contribuire con finanziamenti dedicati, competenze tecniche, accesso a risorse territoriali o reti di scuole. Stiamo privilegiando soggetti pubblici proprio per la natura civica che vorremmo prendessero queste tecnologie. Anche gruppi di genitori, associazioni o realtà civiche possono aiutarci a costruire la rete istituzionale necessaria a far crescere i primi poli locali di sviluppo degli Organelli.
#2 Professionisti, educatori, designer per partecipare al lavoro di progettazione degli Organelli. Nello specifico, e a titolo d’esempio, professionisti dell’hardware e della fabbricazione digitale, educatori, docenti, musicisti, designer, artisti, maker, pedagogisti, sviluppatori e facilitatrici/facilitatori. Le collaborazioni sono pensate in un’ottica di Trame Professionali: valorizzano il lavoro, le competenze e la continuità, non richiedono disponibilità da volontari della cultura.
Se ti interessa lavorare con noi su questi prototipi, o immaginare insieme la possibilità di un nuovo Organello a partire da una tua idea, scrivici tramite il form di contatto.
